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Ragioni e prospettiva dello sciopero generale

di Franco Astengo

Firmando un ottimo articolo, di vera analisi politica, Norma Rangeri (”Il Manifesto” 8 dicembre) realizza una duplice operazione:

1) con grande chiarezza fornisce le motivazioni di fondo della proclamazione dello sciopero generale previsto per il prossimo 16 dicembre. Ragioni che indicano come esista in questo Paese un livello di disagio sociale tale da essere misurato ben oltre un semplice tavolo di trattativa sindacale;

2) altrettanto limpidamente nel testo dell’articolo si indica come, a questo punto, il ruolo del sindacato (segnatamente la CGIL) risulti sostitutivo di “una sinistra capace di rappresentare il suo popolo e di tradurre in progetto di governo le istanze di chi vive solo del proprio lavoro”.

La conclusione dell’articolo poi richiama “al senso di responsabilità di una forza politica, di una forza sociale, di un mezzo di informazione”.

“Il Manifesto” cerca così di riprendersi un’idea di sinistra d’alternativa proponendosi necessariamente come riferimento di una ipotesi di aggregazione utile perché la CGIL non rimanga isolata in questo momento di scontro e nello stesso tempo si realizzi una concreta possibilità di nuova soggettività capace di recuperare il quadro di divisioni e di incertezze che, nel corso degli anni, ci hanno condotto nella marginalità più assoluta.

Potrà apparire banale ma è necessario uscire dal bozzolo politicista e considerare prioritario il recupero di una soggettività.

L’opposizione a questo governo, la riuscita dello sciopero, l’avvio di una forma di riaggregazione socialmente e politicamente unitaria rappresentano i tre tasselli indispensabili per aprire la prospettiva di costruzione di un’alternativa che manca da troppo tempo nel panorama del sistema politico italiano.

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