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Impalliditi, anzi scoloriti (Ovvero, teniamo aperta una ricerca e un dibattito, se vogliamo vivere e non solamente sopravvivere)

di Fulvio De Lucis

Più o meno il PDS nasce come “prolungamento” dell’ex PCI . Non era chiaro,però nel 1991 quale l’evoluzione di questo prolungamento.

Diciamo che fino al 1998,nascita dei DS, si mantiene questa ’eredità, e anche una certa tensione morale, del PCI,con ancora opzioni politiche che non allontanano ancora dalla sinistra storica.

Nel 2007 la Margherita, erede del centrismo democristiano con venature di cattolicesimo sociale e i DS, passati dalla parte di Prodi, si uniscono e nasce il PD. In questo contesto la figura di Prodi è determinante riesce a battere due volte Berlusconi al contrario di Veltroni e Rutelli.

Ma quale è il prezzo?

Prodi non è figura indegna ,ma non dimentichiamo che è stato colui che ha di fatto smantellato l’ IRI, che rappresentava un baluardo contro il capitalismo incontrollato. Liberalizzazione in Italia ,senza troppe regole,con Prodi e i suoi governi sono una costante, paragonate al ballo dei tarantolati. Ricordiamo le famose “lenzuolate” Bersani, poi così utili ?

L’inizio, per così dire, della sinistra che si “adatta”, a cosa ? Al modo di produzione capitalistico come ultimo orizzonte, cioè al suo suicidio, si apre la strada che uno vale l’altro e insorge il fenomeno dell’astensione,che svuoterà l’elettorato di sinistra, con “riforme” che apriranno la strada alla destra che, tornando al comando, avrà una prateria utile alla realizzazione delle sue politiche.

Ad esempio la incompleta riforma del sistema scolastico e della Università, nota come riforma Berlinguer, apre di fatto la strada alle ”riforme “ Moratti e Gelmini……cioè il tentativo di equiparare la scuola pubblica a quella privata che verrebbe finanziata dalla Stato in nome della libertà di scelta e in violazione alla Costituzione che ammette lescuole private ma senza oneri aggiuntivi per lo Stato. Credo anche chele scuole private o paritarie non hanno alcuna intenzione di riconoscere diritti al loro personale docente e non.

Sarebbe stato compito della sinistra opporsi a tutto ciò ma non se ne ha traccia. Di fatto l’educazione, delle politiche di sinistra, è stata abbandonata.

Con l’avvento di Renzi si subisce una ulteriore trasformazione politica verso destra, con l’abolizione dell’articolo 18, modificano la struttura dello Statuto di Giugni,il referendum sulla Costituzione …. e poi il resto lo conosciamo, come abbiamo visto le gestioni di D’Alema e il governo Monti con la regia di Napolitano.

Poi arriviamo a Zingaretti, cosa rappresenta nella narrazione che è di sinistra?

E tralascio un’analisi sulla gestione della regione Lazio ,ad esempio per quanto riguarda la sanità pubblica……

Un partito di sinistra dovrebbe come minimo cercare soluzioni su questioni fondamentali con progetti di solidarietà, di tutela dei più deboli con un lavoro di uguaglianza dentro una crisi che dura da anni e non se ne vede l’uscita.

Ovviamente la “necessità” di dover governare con gente che di tutto ciò non ne ha nemmeno una pallida idea, fa sì che il senso della sinistra sia perduto, forse per sempre.

Ad esempio come conciliare l’accordo con i 5 stelle il cui motto è “uno vale uno”, vero inno alla ignoranza e con la pretesa populistica di un presunto strumento democratico come la piattaforma Rousseau, peraltro gestita da un privato?

E governare con la Lega che lanciava slogan a favore dei Lombardi prima, degli Italiani poi e degli Europei , alleata con la Le Pen, con Orban, prima con Trump……

Come si concilia essere di sinistra e le sue differenti correnti, perché di questo si tratta, con la presenza di Ministri di Forza Italia,ricordate l’accanimento di Brunetta contro i lavoratori della Pubblica Amministrazione?

Come sperare che Draghi attui politiche che possano favorire una ripresa solidale economica e sociale del Paese e anche una transizione ecologica che non è nella cultura e nelle scelte degli “alleati” e senz’altro nemmeno del PD.

E sarà ancora credibile chiedere al vecchio elettorato della sinistra di votarli perché dopotutto sono il meno peggio che c’è in giro? Ma non certamente il meglio…

Cosa abbiamo davanti? Una strada difficile, forse nemmeno un percorso, ma dietro un mondo morto a cui si continua a guardare come si continua a citarne il linguaggio come gli imballi usati.

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