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Una discussione tra antichi compagni, di varie esperienze politiche. 100 anni dopo, venivamo da lontano

di Fulvio De Lucis

Negli ultimi 28 anni, dall’ultimo Governo Andreotti ( 1992), ci sono stati 18 Governi.

Di questi 8 sono stati di centrosinistra o comunque guidati da un esponente del PD

(Prodi, D’Alema 1, D’Alema 2, Amato 2, Prodi 2, Letta, Renzi, Gentiloni).

Ci sono stati 4 Governi tecnici o di larga coalizione (Amato, Ciampi, Dini, Monti) di cui 3 appoggiati dai DS o dal PD.

C’è stato poi l’ultimo Governo Conte con la partecipazione del PD.

I Governi di centrodestra sono stati 4 (4 Governi Berlusconi).

C’è stato poi il Governo Conte con Lega e 5 Stelle.

Su 18 Governi i DS prima e il PD poi ne hanno quindi appoggiati 12.

Dal giugno 1992 sono passati 28 anni e mezzo, circa 344 mesi. Di questi, i DS e PD ne hanno passati più o meno 197 al Governo o appoggiando un Governo.

Si tratta di 16 anni abbondanti.

L’ultimo Governo di centrodestra “puro” è stato nel 2011. Dieci anni fa.

Poi caduto, diciamo, con una “letterina”, non estraneo Draghi.

In questi 28 anni, di cui 16 con al Governo “le sinistre”, le politiche di bilancio sono state il faro. Ma il debito pubblico è aumentato. Non per gli sprechi, non per la mancanza di

tagli. Forse per gli interessi che hanno garantito a Banche e finanza.

Si sarebbe governato in nome della Costituzione.

Ma la Costituzione, è stata sfigurata con la riforma del titolo V e con l’inserimento del pareggio di bilancio.

Non ricordo una singola legge significativa del centrodestra abolita da un governo di centrosinistra.

Anzi, le une hanno seguito le altre. Turco-Napolitano, Bossi-Fini, Orlando-Minniti,

Decreti Sicurezza Conte 1 e poi Conte 2. Pacchetto Treu – Legge 30 – Poletti-Fornero-Jobs Act. Forse ne dimentico qualcuna.

L’età pensionabile è passata da 35 anni con il retributivo all’attuale giungla

(41- 42 con il contributivo…) 28 anni in cui il precariato è stato creato, normalizzato, lasciato dilagare.

L’articolo 18 è stato attaccato da Berlusconi, finito da Renzi.

Di reintrodurlo non se ne parla.

La quota di ricchezza prodotta destinata ai salari è diminuita.

Quella diretta al capitale, sotto le sue svariate forme ma comunque ogni giorno più parassitarie, è aumentata. E’ peggiorata la tassazione. A sfavore di chi ha meno.

Diventerebbe lungo e noioso fornire dati e statistiche, si possono reperire facilmente: aumentata la diseguaglianza, aumentata la povertà assoluta e relativa, il divario tra nord e sud. E’ stato privatizzato troppo, diciamo svenduto.

Smantellata la rete ferroviaria periferica. Hanno foraggiato la Fiat senza scrupolo, ma la produzione automobilistica è stata dimezzata,tanto per fare un esempio.

E lasciamo perdere sulla politica estera: Iraq, Kosovo, Libano, Libia, Afghanistan ecc. oppure sull’acquisto e il commercio di armi, vedi Egitto, Arabia Saudita e così via.

Ovviamente penso che tutto non è stato deciso da quei Governi. Ci sono tendenze di sistema, internazionali. Ma di questi meccanismi sono stati tutti, comunque, fedeli interpreti.

E in 28 anni ne passano di esistenze. Vite che in condizioni diverse, sarebbero state diverse.

Non giù in fondo al Mediterraneo, o a 800 euro al mese in affitto invece che in una casa popolare o con affitto equo, ad abbandonare gli studi, a cercare un rinnovo contrattuale ogni mese, o dietro a un disabile, un anziano senza assistenza, a perdere qualcuno per malasanità, ad aprire un finanziamento per un intervento sanitario, a morire sul lavoro per scarsa sicurezza che abbassa i costi. E così via.

Ma c’è un indicatore non proprio invisibile: quello dell’impoverimento intellettuale, della volgarità feroce dei media, della disinformazione pilotata sul paese.

In 16 anni di Governo e 12 di discutibile opposizione la, non destra diciamo, è stata insegnante di rassegnazione, banditori dello stato di necessità, giocolieri del meno peggismo.

Entrare nell’Europa, i parametri di Maastricht, il deficit del 3%, ecc.. altrimenti arriva la destra, lo spread, non si può fare altrimenti, una scuola giornaliera di giustificazioni, sul corpo vivo di un tessuto sociale lacerato e abbandonato a cui si chiede consenso per rappresentazioni, mai rappresentanze programmatiche.

Poi non ci si chiede come mai i voti vanno a destra, quella dichiarata, oppure ci sono percentuali di astensioni elevate. L’essenziale è inventare termini mediatici, intestinali, ad uso schieramenti sportivi: sovranismo, populismo, europeismo…..

E concetti come “Governo al servizio della Borsa” sono passati come “valori” positivi e insostituibili. La teologia unica chiamasi MERCATO, non lo vedi, ma lo senti e puoi nominare il suo nome senza peccare.

“Persona con ideali” è diventata una battuta ironica. “Coerenza” è diventato sinonimo di ingenuo se non peggio.

Distrutto il concetto di critica, di opposizione, di solidarietà disgregando la partecipazione, introiettato l’individualismo egoistico e la logica del Governo amico.

Sempre amico. Se stai fuori, chi sei? cosa fai? Se perdi visibilità nella società dello spettacolo, senza radici sociali non sei nessuno, la terribile logica del partito leggero, direi sfumato.

Una deriva di “distruzione creativa del nuovo sbandierato al vento” che capillarmente è scesa giù nelle associazioni e nel paese.

28 anni di questa cambiamento genetico per non cercare di rispondere a processi difficili e non superficiali, itinerari processuali creativi, più facile le scorciatoie del governismo che oggi è fallito e non ha più nemmeno responsabilità.

Nessuna responsabiltà di chi dirige o domina, la colpa è di chi intralcia, cercare l’emozione del capro espiatorio e tenere la sudditanza verso chi ha realmente il potere delle scelte.

Lasciate sole, nella più completa confusione, le classi popolari si sono buttate ovunque, con l’affarista Berlusconi, che è sempre lì, adesso al governo, di un comico demagogo e furbetto, di una Lega da sempre becera e devastante, di una ausiliaria nostalgica di Salò, il razzismo è in crescita, la falsificazione della storia è la materia da laurea….

28 anni di narrazione che in Italia, il pericolo era solo la destra dichiarata, che convive tranquillamente, oggi, dopo il fallimento della politica e con la consueta drammatizzazione con quelli che dovevano contenerla.

Come ha detto un compagno: “Che abbiate governato “perchè se no torna la destra” o in grande coalizione, perchè ormai non c’è più né destra né sinistra”, le vostre erano semplicemente profezie auto-avveranti. Gli interessi hanno messo i piedi e le mani nel piatto e non hanno vergogna di mostrarsi chiaramente.

Si sono schiuse le uova del Drago.

Foto di Pexels da Pixabay

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